lunedì 3 dicembre 2007

La bellezza - Edith Södergran (Finlandia, 1892-1923)

Per le note bibliografiche su Edith Södergran vedi il post del 26 gennaio 2007

La bellezza (dalla raccolta "Poesie", 1916)
traduzione in italiano di Piero Pollesello

Che cos'è la bellezza? Domandalo a tutti --
bellezza è ogni opulenza, ogni brace, ogni sazietà ed ogni grande povertà;
bellezza è l'essere fedele all’estate e nuda, fino all'autunno;
bellezza è la livrea di penne del pappagallo o il tramonto che annuncia tempesta;
bellezza è una rapida mossa, ed una caratteristica intonazione: sono io;
bellezza è una grande perdita ed un silenzioso corteo funebre;
bellezza sono i battiti leggeri del ventaglio che risvegliano la brezza del destino;
bellezza è l'essere sensuale come la rosa, oppure il perdonare tutto, solo perché il sole brilla;
bellezza è la croce che il monaco ha scelto, o il filo di perle che la donna riceve dal suo amante;
bellezza non è il sugo denso in cui i poeti servono se stessi,
bellezza è il combattere la guerra, il tentare la sorte,
bellezza è il servire volontà supreme.

Skönhet (Dikter, 1916)
Originale in svedese di E.Södergran

Vad är skönhet? Fråga alla själar --
skönhet är varje överflöd, varje glöd, varje överfyllnad och varje stort armod;
skönhet är att vara sommaren trogen och naken intill hösten;
skönhet är papegojans fjäderskrud eller solnedgången som bebådar storm;
skönhet är ett skarpt drag och ett eget tonfall: det är jag,
skönhet är en stor förlust och ett tigande sorgetåg,
skönhet är solfjäderns lätta slag som väcker ödets fläkt;
skönhet är att vara vällustig som rosen eller att förlåta allting för att solen skiner;
skönhet är korset munken valt eller pärlbandet damen får av sin älskare,
skönhet är icke den tunna såsen i vilken diktare servera sig själva,
skönhet är att föra krig och söka lycka,
skönhet är att tjäna högre makter.

venerdì 23 novembre 2007

Sul mare, il canto del ghiaccio – Lars Huldén (Finlandia, 1926- )

“Sul mare, il canto del ghiaccio” (Isens sång på havet...) è una lirica di Lars Huldén ripubblicata recentemente nella raccolta “Himmelshögt och vattentätt” (Schildts förlag, Helsingfors, 2006, ISBN 978-951-50-1692-8). Una breve nota bibliografica sull’autore si trova su questo blog alla data 16 giugno 2007.

Sul mare, il canto del ghiaccio
Traduzione in italiano di Piero Pollesello

Sul mare, il canto del ghiaccio
che si spezza a primavera,
ed è frantumato, sommerso,
non assomiglia a nessun altro canto.
Non lo si può ricordare.
Non lo si può paragonare
al suono di qualche strumento.
Qual canto lo mormora piano solo il cuore
che si spezza per il suo amore perduto.

Isens sång på havet
Originale in svedese di Lars Huldén

Isens sång på havet
när den ger upp om våren,
splittras, sjunker,
den liknar ingen annan sång.
Det går inte att minnas den.
Den kan inte efterliknas
av något instrument.
Endast hjärtat kan sakta nynna den
när det ger upp sin kärlek.

martedì 23 ottobre 2007

Spanande kretsar – Arvid Mörne (Finlandia, 1876-1946)

Il poeta e scrittore finnosvedese Arvid Mörne (Kuopio, 1876; Grankulla 1946) viene oggi considerato uno dei più importanti poeti del novecento finlandese. Dopo aver ottenuto una laurea in Storia e Letteratura all’Università di Helsinki nel 1897 ed il dottorato nel 1910 lavorò come insegnante e come sovrintendente della scuola popolare di Finns (Espoo) fino a quando, coinvolto nello sciopero generale del 1905, fu costretto a lasciare il posto. Nel 1913 divenne docente universitario di letteratura all’Università di Helsinki, posizione che mantenne fin al 1943. Lavorò anche, fra l’altro, per i giornali Nyländska posten (1900-1902), Veckans Nyheter (1902-1904) e Arbetaren (Il lavoratore), e funse da critico letterario presso i giornali Dagens Press e Svenska Pressen.
Le sue idee socialiste sono riflesse nella sua poesia, caratterizzata da un’empatia per i deboli e da un profondo amore per la natura dell’arcipelago Finlandese. Mörne scrisse, fra l’altro, il testo della popolarissima canzone "Båklandets vackra Maja" sulla melodia di Hanna Hagbom.

Volteggia scrutando
(traduzione in italiano di Piero Pollesello)

Una strolaga volteggia sola scrutando
il vuoto orizzonte.
La mia barca fila solitaria alla ricerca.
Il rotto pianto delle onde contro la prua.
Se là a terra non ci fosse la primavera,
e una pioggia di foglie presso la spiaggia,
se non ci fosse fra le foglie un sentiero fiorito che tu percorri…
le onde non batterebbero così pesanti contro la mia prua.

Spanande kretsar
(testo originale in svedese di Arvid Mörne)

Spanande kretsar en ensam lom.
Vidden är tom.
Sökande svävar min ensamma båt.
Vågens gråt snyftar mot stäven.
Stänkte ej våren där uppe i land.
Lövregn kring strand,
smög ej bland löven en blommande stig, trampad av dig
det sloge så tungt ej mot stäven.

lunedì 24 settembre 2007

Signore, proteggici dalla guerra (Kanteletar) - Elias Lönnrot (Finlandia, 1802-1884)

Vedi post precedenti per delle note biografiche e bibliografiche sul Kanteletar e sull'autore. La lirica "Varjele Jumala soasta" (Signore, proteggici dalla guerra ; Kanteletar II:324) non era compresa in quelle tradotte da Renzo Porceddu nel suo libro "Kanteletar: raccolta di liriche popolari finniche" (Turku, 1992). Leggendo questi versi ricordiamo come i Finlandesi fossero per secoli parte integrante degli eserciti del regno di Svezia. Ancora adesso in Germania le mamme usano nelle favole la figura spaventosa de "die Hakkapelliten" ... parola tratta dal grido di battaglia finlandese "Hakka päälle" [tipo: "dagli addosso"] famoso nella guerra dei trent'anni. Una famosa marcetta militare in Germania è la "Finnishe Ritterei" [Marcia della Cavalleria Finlandese].

Signore, proteggici dalla guerra (dal Kanteletar II:324)
Traduzione in Italiano di Piero Pollesello

Salvaci, Dio onnipotente,
proteggici, buon Dio
dagli zoccoli dei puledri in battaglia,
dai ferri dei cavalli da guerra.

Salvaci, Dio onnipotente,
proteggici, buon Dio
dal pericolo della spada splendente
dal colpo della dura lama,
dalla bocca del grande cannone
dal fuoco della bombarda.

Salvaci, Dio onnipotente,
proteggici, buon Dio
dai grandi campi di battaglia,
dalle carneficine,
dai colpi delle pallottole
dove il piombo abbatte l’uomo,
dove la testa viene mozzata
e la gola tagliata,
dove i capelli vengono recisi
e la bella chioma non serve più!

Varjele Jumala soasta (Kanteletar II:324, pars)
Originale in finlandese riportato da E.Lönnrot

Varjele vakainen luoja,
Kaitse kaunoinen Jumala,
Kavioista vainovarsain,
Sorkista sotahevosten!

Varjele vakainen luoja,
Kaitse kaunoinen Jumala,
Rauan valkian varasta,
Terän tuiman tutkamesta,
Tykin suuren suun e'estä,
Rautakirnujen kiasta!

Varjele vakainen luoja,
Kaitse kaunoinen Jumala,
Suurilta sotakeoilta,
Uron tappotanterilta,
Jossa lyiy miestä lyöpi,
Tinapalli paiskoavi;
Jossa pää pahoin menevi,
Sekä kaula katkiavi,
Hivus hieno lankiavi,
Tukka turhi'in tulevi!

sabato 1 settembre 2007

dal Kanteletar - Elias Lönnrot (Finlandia, 1802-1884)

Vedi post precedente per delle note biografiche e bibliografiche sul Kanteletar e sull'autore. La lirica "Sortunut ääni" (Voce rotta; Kanteletar I:57) non era compresa in quelle tradotte da Renzo Porceddu nel suo libro "Kanteletar: raccolta di liriche popolari finniche" (Turku, 1992).

Voce rotta - dalla raccolta Kanteletar (I:57, 1840)
traduzione in italiano di Piero Pollesello

Che cosa ha rotto la grande voce,
la voce grande e bella?
La meravigliosa voce non è più
quella che fluiva come un fiume,
scrosciava come un torrente,
gorgogliava come una sorgente.

La tristezza ha rotto la grande voce,
la voce grande e bella!
La splendida voce si è arrochita
ed ora non fluisce più come un fiume
non scroscia come un torrente,
nè gorgoglia più come una sorgente.

Sortunut ääni* - Kanteletar I:57 (1840)
originale raccolto da Elias Lönnrot

Mikä sorti äänen suuren,
äänen suuren ja sorian,
äänen kaunihin kaotti,
jok'ennen jokena juoksi,
vesivirtana vilasi,
lammikkona lailatteli?

Suru sorti äänen suuren,
äänen suuren ja sorian,
äänen armahan alenti,
jott'ei nyt jokena juoksee,
vesivirtana vilaja
lammikkona lailattele.

*Il testo è stato musicato da Jean Sibelius (1865-1957) in "Sortunut ääni" , op. 18 no. 1 (1898) per coro maschile.

Kanteletar - raccolta di traduzioni di Renzo Porceddu

Nel 1992 Benito Casagrande di Turku stampava e dedicava a sua moglie Irma una raccolta di traduzioni di liriche popolari finniche dal Kanteletar di Elias Lönnrot. Il libro (ISBN 951-96493-01, 238 pagine di traduzioni di Renzo Porceddu con commenti di Lauri Lindgren e Luigi de Anna, con splendide illustrazioni tratte da olii di Akseli Gallen-Kallela del periodo 1884-1916) è stato stampato in 1000 copie e si trova(va) in vendita alla Akademiska Bokhandel (https://www.akateeminenkirjakauppa.fi) di Helsinki.

Kanteletar (1840), con il più conosciuto Kalevala, è una delle raccolte di versi popolari composte da Elias Lönnrot (per una biografia e bibliografia in italiano vedi http://it.wikipedia.org/wiki/Elias_L%C3%B6nnrot), un medico finlandese che si scoprì etnologo e percorse in lunghi viaggi intere regioni della Finlandia (e della Karelia oggi russa) per ascoltare i bardi locali tramandarsi oralmente le liriche e le epopee popolari accompagnati dal Kantele, strumento a corda locale.

Il Kanteletar ha una componente "femminile" più marcata che nell'epico Kalevala: abbiamo però anche canti di nozze e di pastori, fanciulli e danze per ragazze, allegria e scherzo. Le traduzioni di Renzo Porceddu sono esemplari e gradevolissime a leggersi, ma purtroppo non coprono l'intera opera con i suoi 652 testi.

mercoledì 29 agosto 2007

Bimbo nel giardino – Diktonius, Elmer Rafael (Finlandia, 1896 –1961)

Elmer Rafael Diktonius (Helsinki, 20 gennaio 1896 – Grankulla, 23 settembre 1961) fu un articolista, novellista, poeta e compositore finlandese che scrisse sia nella sua lingua madre, lo svedese, sia in finlandese. Sperimentò con le lingue e con gli stili, e fu conosciuto anche per le sue composizioni musicali. Come traduttore è ricordato anche per una personalissima traduzione in svedese della prima commedia in lingua finlandese (i “Sette fratelli” di Alexis Kivi). È paragonato a Edith Södergran come riformatore dell’espressione poetica nel modernismo finlandese. Per una biografia e bibliografia (in inglese) vedi http://www.kirjasto.sci.fi/elmerdik.htm

“Bimbo nel giardino” dalla raccolta “Fiamme spinose” (1924)
traduzione in italiano di Piero Pollesello

Il bimbo nel giardino
è una creatura strana:
un animale piccolo piccolo
un fiore piccolo piccolo.
Sorride ai garofani come fosse un gattino
e strofina la testolina
sul gambo ruvido del girasole.
Pensa forse: il sole è cosa buona –
verde è il colore dell’erba.
Forse sa: io cresco!

”Barnet i trädgården” publicerad i ”Taggiga lågor” (1924)
originale in svedese di E.R.Diktonius

Barnet i trädgården
är ett underligt ting:
ett litet litet djur
en liten liten blomma.
Det myser som en katt åt nejlikorna
och skubbar sitt lilla huvud
mot solrosens jättestängel.
Tänker kanske: sol är gott -
grönt är gräsfärg.
Vet kanske: jag växer!

domenica 5 agosto 2007

Tre sorelle - Solveig von Schoultz (Finland, 1907-1996)

Come scrittrice di liriche, novelle e commedie, Solveig von Schoultz è considerata uno dei più importanti autori in lingua svedese. Le sue storie trattano spesso della sottile psicologia delle relazioni umane e, come protagonista, hanno quasi sempre una donna. Le sue prose presentano la condizione umana con un misto di comicità e tragicità. In poesia, considerata dall’autrice come la sua “lingua madre”, ella ama toccare con accenni, allusioni, contrasti e sfumature importanti temi quali l’avanzare dell’età o la condizione della donna. Autrice con una profonda matrice cristiana, ella cita spesso testi biblici nei suoi temi.
Solveig vom Schoultz (Borgå, 1907 - Helsinki, 1996) è una delle figure primarie nella fase dello sviluppo del Modernismo nella poesia svedese.


“Tre sorelle” dalla raccolta “La rete” (1965)
traduzione in italiano di Piero pollesello

La donna si chinò per sollevare suo figlio
ed i capelli le ricaddero sul viso,
dentro di lei una vecchietta
rinsecchita, occhi lustri
e testa tremolante,
si chinò per raggiungere il suo lavoro a maglia,
e dentro di lei
una bambinella si chinò
per raccogliere la bambola
con le sue mani tenere:

tre sorelle
che non si incontreranno mai

"Tre systrar" ur samlingen “Nätet” (1956)
originale in svedese di Solveig vom Schoultz

Kvinnan böjde sig och tog upp sitt barn
och håret föll över hennes ansikte
och inne i henne böjde sig en liten gumma
klarögd och torr
med darrande huvud
efter sin stickning
och inne i henne
böjde sig en liten flicka efter sin docka
med ömma händer

tre systrar
som aldrig skulle se varandra

mercoledì 18 luglio 2007

Primavera nordica - Edith Södergran (Finlandia, 1892-1923)

Per le note bibliografiche su Edith Södergran vedi il blog del 26 gennaio

Primavera nordica, dalla raccolta “Dikter”/Poesie (1916)
traduzione in italiano di Piero Pollesello

Tutti i miei castelli in aria si sono sciolti come neve,
tutti i miei sogni corsi via come l'acqua,
di tutto ciò che ho amato mi rimane solo
un cielo blu e qualche pallida stella.
Il vento si muove piano fra gli alberi.
Il vuoto riposa. L’acqua tace.
Il vecchio abete è sveglio e pensa
alle nuvole bianche, che ha baciato in sogno.

Nordisk vår
originale in svedese di Edith Södergran

Alla mina luftslott ha smultit som snö,
alla mina drömmar ha runnit som vatten,
av allt vad jag älskat har jag endast kvar
en blå himmel och några bleka stjärnor.
Vinden rör sig sakta mellan träden.
Tomheten vilar. Vattnet är tyst.
Den gamla granen står vaken och tänker
på det vita molnet, han i drömmen kysst.

sabato 16 giugno 2007

Quando la mia vecchia maestra morì - Lars Huldén (Finlandia, 1926- )

Nato nel 1926 a Jakobstad nell’area svedofona della Finlandia, Lars Huldén è stato professore di filologia nordica all’Università di Helsinki, specialista di dialetti e toponomastica. Fra i suoi interessi, l’opera del poeta J.L.Runeberg. Ha tradotto in svedese molte opere di Sheakspeare e la saga finlandese del Kalevala. Come scrittore è un ecclettico ed ha prodotto negli ultimo 50 anni poesia, prosa, teatro, testi di canzoni sacre e profane, oratorii, e perfino cabarét.

“Quando la mia vecchia maestra morì”
(dalla raccolta “Divento vecchio, caro mio”, 1981)
traduzione di Piero Pollesello

Quando la mia vecchia maestra morì
decise di non andarsene
dalla sua cara scuola e vi restò.
E quand’io, cinquantanni più vecchio,
tornai a visitare la scuola abbandonata,
ella sedeva lì in cattedra
a raccontare ancora la storia vera
di quella piccola che voleva telefonare
a sua madre, in cielo
(senza peraltro riuscirci).
Mi sedetti all'harmonium
e suonai il vecchio salmo
“Solo un giorno, un attimo alla volta”.
Alla mia maestra vennero le lacrime agli occhi
e quando ebbi finito
mi fece cenno di aver gradito
e perdonò tutti i miei peccati.

“När min gamla lärarinna hade dött”
(från “Jag blir gammal, kära du”, 1981)
testo originale in svedese di Lars Huldén

När min gamla lärarinna hade dött
beslöt hon att alls inte flytta bort
från sin kära skola utan stannade kvar.
När jag efter femtio år besökte
den övergivna skolan igen
satt hon där i katedern
och berättade den sanna händelsen
om en liten flicka son försökte ringa
till sin mamma i himmelen
(utan att likväl lyckas).
Jag slog mig ned vid harmoniet
och spelade Blott en dag,
ett ögonblick i sänder.
Min lärarinna fick tårar i ögonen
och när jag hade slutat
nickade hon gillande
och förlät mig alla mina synder.

venerdì 1 giugno 2007

Al sole sui monti - Wilhelm Peterson-Berger (Svezia, 1867-1942)

Per una breve biografia dell’autore in Inglese vedi
http://en.wikipedia.org/wiki/Wilhelm_Peterson-Berger

Al sole sui monti (dalla raccolta “In cammino sui monti”, 1894)*
Traduzione in italiano di Piero Pollesello


Sui monti c’è la luce, la salute, la pace,
è bello stare in montagna.
I fiori più teneri nascono fra la neve
dove il vento non soffia così forte,
dove nascono le favole
in piccole pozze d’acqua profonde e chiare.

Sui clivi laggiù
vedi i fiori ammiccare graziosi e colorati
Ed i rami dei salici incorniciarli d’argento,
l’aria è fresca, i torrentelli mormorano,
sorgenti nascoste gorgogliano nel muschio
la luce del sole danza.

E, leggero come una nuvola
che passa sognando sotto il sole
sulla sua via nel cielo,
il tuo spirito si eleva e sale
dimenticando se stesso per un attimo,
e si purifica nel chiarore del mattino.

Lontano nella valle suona
una campana dal tocco argentino.
Tu conosci quel tono che dolcemente ti attrae.
ed il tuo cuore sa cosa esso ti vuol dire:
”la bellezza del cielo si unisce a quella di questa terra”.
Non c’è momento più bello.

På fjället i sol (da ”En fjällfärd”, 1894)
Originale in svedese di Wilhelm Peterson-Berger

På fjället är ljus och friskhet och ro,
på fjället är härligt att vara,
där blidaste blomster kring drivorna gro,
där vindarna vila och sagorna bo
i tjärnar så djupa och klara.

Långt bort i liden
ser du dem blänka i fager glans.
Vaggande viden
sluta omkring dem en silverkrans,
luften är klar och bäckarna porla
hemliga källor i mossarna sorla
solljuset dallrar liksom i dans.

Och lätt som den sky som drömmande går
sin solglänsta väg i det höga
din ande sig lyfta och svinga förmår,
och glömsk av sitt jag han ett ögonblick får
i himlarnas klarhet sig löga.

Fjärran i dalar klingar
en klocka med klang så klar.
Tonen du känner
sakta dig locka så underbar.
Fattar ditt hjärta då vad den menar,
himlen sin fägring med jordens förenar
skönare stund icke livet har.

* il testo è stato musicato per coro maschile dallo stesso autore.

giovedì 31 maggio 2007

Tommaso Pisanti "Il ghiaccio e il fuoco", 1986

devo molto del mio interesse per la poesia del novecento finlandese alla lettura di un libro di Tommaso Pisanti "Il ghiaccio e il fuoco. Poesia del Novecento finlandese" (Napoli, Guida Ed. 1986, cm.11x18, pp.163, Coll. "I Tascabili"). L'autore sceglie e traduce alcune delle più toccanti liriche di poeti finlandesi e finnosvedesi, introducendole con un ricco e dotto commento. Il libro può essere aquistato online ad esempio dalla Libreria Chiari, Firenze http://www.libreriachiari.it/catalogo/html/LetteraturaSaggiCritica88.html

lunedì 28 maggio 2007

Nei grandi boschi - Edith Södergran (Finlandia, 1892-1923)

Per le note bibliografiche su Edith Södergran vedi il blog del 26 gennaio

Nei grandi boschi, dalla raccolta “Dikter”/Poesie (1916)
traduzione in italiano di Piero Pollesello

Camminai a lungo smarrita nei grandi boschi ,
dove cercavo le favole che la mia fanciullezza aveva udito.

Camminai a lungo smarrita sulle alte montagne,
dove cercavo i castelli in aria che la mia giovinezza aveva costruito.

Nel giardino del mio amato mi smarrii,
lì sedeva il gaio cuculo che il mio desiderio aveva seguito.

I de stora skogarna...
originale in svedese di Edith Södergran

I de stora skogarna gick jag länge vilse,
jag sökte sagorna, min barndom hört.

I de höga bergen gick jag länge vilse,
jag sökte drömslotten, min ungdom byggt.

I min älsklings trädgård gick jag vilse,
där satt den glada göken, min längtan följt.

La chiara figlia del bosco - Edith Södergran (Finlandia, 1892-1923)

Per le note bibliografiche su Edith Södergran vedi il blog del 26 gennaio

La chiara figlia del bosco, dalla raccolta “Dikter”/Poesie (1916)
Traduzione in italiano di Piero Pollesello

Non era ieri che la chiara figlia del bosco ha festeggiato le sue nozze
e che tutti erano così contenti?
Ella era l’uccellino e la fonte chiara,
ella era il sentiero nascosto ed il cespuglio ridente,
ella era la notte d’estate ubriaca e coraggiosa.
Ella era impudente e rideva senza moderazione,
ella aveva preso a prestito lo strumento del cuculo
e girovagava suonando da un lago all’altro.

Quando la chiara figlia del bosco ha festeggiato le sue nozze
nessuno al mondo era infelice:
la chiara figlia del bosco è libera da ogni ansia,
ella è bionda e soddisfa ogni sogno,
ella è pallida e risveglia ogni desiderio.

Quando la chiara figlia del bosco ha festeggiato le sue nozze
gli abeti erano così contenti lì sul colle sabbioso
ed i pini erano così orgogliosi sull’erta del precipizio
ed i ginepri erano così felici sul declivio soleggiato
ed i piccoli fiori portavano tutti il colletto bianco.
Allora i boschi fecero cadere i loro semi nei cuori degli uomini,
i laghi rilucenti nuotarono nei loro occhi
e le bianche farfalle svolazzavano senza fine davanti a loro.

Skogens ljusa dotter
Originale in Svedese di Edith Södergran

Var det ej i går
då skogens ljusa dotter firade sitt bröllop och alla voro glada?
Hon var den lätta fågeln och den ljusa källan,
hon var den hemliga vägen och den skrattande busken,
hon var den druckna och orädda sommarnatten.
Hon var oblyg och skrattade utan måtta,
ty hon var skogens ljusa dotter;
hon hade lånat gökens instrument
och vandrade spelande från sjö till sjö.

När skogens ljusa dotter firade sitt bröllop,
fanns ingen olycklig på jorden:
skogens ljusa dotter är fri från längtan,
hon är blond och stillar alla drömmar,
hon är blek och väcker alla begär.

När skogens ljusa dotter firade sitt bröllop,
stodo granarna så nöjda på den sandiga kullen
och tallarna så stolta på den stupande branten
och enarna så glada på den soliga sluttningen
och de små blommorna hade alla vita kragar.
Då fällde skogarna sina frön i människornas hjärtan,
de glimmande sjöarna summo i deras ögon
och de vita fjärlarna fladdrade oupphörligen förbi.

venerdì 18 maggio 2007

Rauhattoman Rukous - Eino Leino (Finlandia, 1878-1926)

per una biografia dell'autore (in inglese) vedi
http://en.wikipedia.org/wiki/Eino_Leino
da "Preghiera senza pace" (raccolta "Versi dello sciatore", 1900)
traduzione in italiano di Piero Pollesello

N.d.T.: in questa poesia l'autore esprime il desiderio di vivere il Natale con animo semplice, da bambino, e non attraverso uno spirito ormai oberato di inutili conoscenze, dotte citazioni, pesante erudizione. L'autore cerca una giovinezza che non ha mai avuto ed affida a Dio, il "grande accordatore", il suo canto ormai stonato.

[...]

Oh, vieni presto o notte di Natale,
e rinasci nei nostri cuori,
rinasci nel cuore di ogni uomo
che si domanda dove vada e da dove venga.
Oh, pace, rinasci nel mio petto
come nacque il Bimbo nella mangiatoia.
Tu, mia giovane pace, bocca sorridente,
Tu, mio fiore, frangetta d’oro.

Si affrettano per adorarTi
i vuoti concetti nati dalla mia erudizione:
chi porta oro, chi mirra,
chi perle e stoffe di porpora?
I tre Magi ingrigiti del mio spirito
vanno cercandoTi in lande sperdute.
Ma lì il cielo è vuoto e senza stelle
e la notte si fa ancora più buia.

Sono invecchiato già da bambino,
non sono mai stato giovane!
A volte ho sognato la primavera,
ma quei sogni erano follie.
Sono stanco delle menzogne del mio canto.
Signore, fammi di nuovo bambino!
Questo mio suono spezzato voglio
portarlo al grande accordatore.

da "Rauhattoman Rukous" ("Hiihtäjän virsiä", 1900)
originale in Finlandese di Eino Leino

[...]

Oi, joutuos kirkkahin joulu-yö,
oi, syntyös sydämihin,
oi, syntyös syömehen jokaiseen,
joka tutkivi: mistä? mihin?
Oi, syntyös rauha mun rintaani
kuin syntyi seimehen lapsi,
sinä rauhani nuori ja naurusuu,
sinä kukkani kultahapsi.

Ja kilvan kulkisi kumartamaan
sua turhan tietoni aatteet,
kuka kullat tois, mikä mirhamit,
mikä päärlyt ja purppuravaatteet,
Mun henkeni tietäjät harmaapäät
erämaita ne etsien käypi,
mut taivas on tumma ja tähdetön
ja yö yhä hämärtäypi.

Minä lapsena vanhaksi vanhenin.
En nuor' ole koskaan ollut.
Toki kerran ma keväästä haaveilin,
mut haavehet nuo oli hullut.
Olen väsynyt lauluni valheeseen.
Herra, tee minut lapseksi jälleen!
Minä tahdon soittoni särkyneen
viedä suurelle virittäjälleen.

giovedì 10 maggio 2007

Suomalainen rukous – Uuno Kailas (Finlandia, 1901-1933)


Per una biografia dell’autore vedi http://www.kirjasto.sci.fi/kailas.htm

Preghiera finlandese
Traduzione in Italiano di Piero Pollesello

Benedicici e proteggici
con le tue mani, o Altissimo!
Guida il nostro popolo,
cingi di forza
noi che siamo così deboli dinanzi a te!
Da te viene ogni grandezza,
ogni anima viene dal tuo Spirito.

Volgi il tuo sguardo,
scruta i nostri cuori
così che non possiamo sbagliare strada,
così che il nostro popolo non si perda.
Volgi il tuo sguardo
e donaci l’eterna protezione
delle tue ali.

Suomalainen rukous
Originale in Finlandese di Uuno Kailas

Siunaa ja varjele meitä
Korkein kädelläs!
Kaitse ain' kansamme teitä
vyöttäen voimalla meitä,
heikkoja edessäs!
Sulta on kaikki suuruus,
henki sun hengestäs.

Tutkien sydämemme
silmäs meihin luo!
Ettemme harhaan kääntyis,
ettei kansamme nääntyis,
silmäsi meihin luo!
Alati synnyinmaalle
siipiesi suoja suo!

venerdì 4 maggio 2007

Giorni d’autunno – Edith Södergran (Finlandia, 1892-1923)


(Per le note bibliografiche su Edith Södergran vedi il post del 26 gennaio)

Giorni d'autunno
Traduzione in italiano di Piero Pollesello

I giorni d'autunno sono diafani
e dipinti su uno sfondo di bosco dorato...
I giorni d'autunno sorridono a tutto il mondo.
E' così bello addormentarsi senza desideri,
sazi di fiori, stanchi dei colori della natura,
con la corona rossa del vino sul guanciale...
Il giorno d'autunno non ha più alcun desiderio,
le sue dita sono così inesorabilmente fredde,
nei suoi sogni vede fiocchi bianchi
cadere su tutto incessantemente...

Höstens dagar
Testo originale in Svedese di Edith Södergran (dalla raccolta “Dikter”, 1916)

Höstens dagar äro genomskinliga
och målade på skogens gyllne grund...
Höstens dagar ler åt hela världen.
Det är så skönt att somna utan önskan,
mätt på blommorna och trött på grönskan,
med vinets röda krans vid huvudgärden...
Höstens dag har ingen längtan mer,
dess fingrar äro obevekligt kalla,
i sina drömmar överallt den ser,
hur vita flingor oupphörligt falla...

lunedì 30 aprile 2007

Sång ur vår själ - Joel Rundt (Finlandia, 1879—1971)

per una breve biografia dell'autore (in svedese) seguire il link
http://www.nykarlebyvyer.nu/sidor/TEXTER/PERS/RUNDTJ.HTM

Dalle nostre anime, un canto
(traduzione in italiano di Piero Pollesello)

Il canto ci desti,
ci segua,
ci faccia rincontrare,
mitighi le ansie nei nostri cuori,

cammini al nostro fianco
come un amico consolatore,
ci unisca,
ci guidi, ci dia sostegno.

Tu, canto che mormori,
tu, voce che guarisci,
tu fai vibrare
i petti a mille.

Canto del vento a primavera e del larice
e del mugghío delle onde di tempesta,
Canto, sali dalle nostre anime
potente e luminoso!

Sång ur vår själ
(Originale in svedese di Joel Rundt)

Sången skall väcka oss
följa oss vida,
samla oss,
lindra vårt hjärtas nöd,

gå som en tröstande vän
vid vår sida,
ena oss,
leda oss, skänka oss stöd.

Brusande sång,
helande röst,
genklang du väcker
i tusende bröst.

Vårvind och lärksång
och stormvågors brus,
sång ur vår själ,
stig mäktig och ljus.

N.B. Il testo di questa lirica è stato scelto per l'inno dell'associazione nazionale dei cori Finnosvedesi

mercoledì 25 aprile 2007

Metsamiehen laulu, Aleksis Kivi (Finlandia, 1834-1872)


(per una breve biografia di Kivi in Italiano vedi
http://it.wikipedia.org/wiki/Aleksis_Kivi
per una biografia completa in inglese vedi
http://en.wikipedia.org/wiki/Aleksis_Kivi )

Il canto del boscaiolo
(traduzione in Italiano di Piero Pollesello)

Salve bosco, salve monte,
salve orso, signore del bosco.
Ecco il ragazzo, il bel giovane
viene avanti forte
come il gagliardo vento dei monti.
Voglio essere il figlio del bosco,
l’eroe, l’orgoglio del bosco.
Nelle distese dei boschi
ho lottato con l’orso,
e scordatevi tutto il resto!

Sul pavimento verde
ed ove non ci sono pareti a limitare la vista,
sotto la tenda delle stelle
io vado e canto e l’eco risuona attorno.
Di chi è quella voce?
Forse della vergine del bosco,
che danza leggiadra sulla strada dei viandanti,
e volteggia e si mostra
ed i suoi riccioli d’oro ondeggiano.

La pace qui è meravigliosa,
la lotta qui è eroica:
se la tempesta si abbatte
il bosco risuona
il fulmine si scaglia e l’abete crolla al suolo.
Voglio essere il figlio del bosco,
l’eroe, l’orgoglio del bosco.
Nelle distese dei boschi
ho lottato con l’orso,
e scordatevi tutto il resto!

Metsamiehen laulu
(originale in Finlandese di Alexis Kivi)

Terve, metsä, terve, vuori
terve metsän ruhtinas!
Täss´on poikas, uljas, nuori;
esiin käy hän, voimaa täys´,
kuin tuima tunturin tuuli.
Metsän poika tahdon olla,
sankar´ jylhän kuusiston,
Tapiolan vainiolla
karhun kanssa painii lyön,
ja maailma unholaan jääköön.

Viherjäisell´ lattialla,
miss´ ei seinät hämmennä,
tähtiteltin korkeen alla
käyskelen ja laulelen,
ja kaiku ympäri kiirii.
Kenen ääni kiiri siellä?
Metsän immen lempeän!
Liehtarina miehen tiellä
hienohelma hyppelee,
ja kultakiharat liehuu.

Ihana on täällä rauha,
urhea on taistelo:
Myrsky käy ja metsä pauhaa,
tulta iskee pitkäinen
ja kuusi ryskyen kaatuu.
Metsän poika tahdon olla,
sankar´ jylhän kuusiston,
Tapiolan vainiolla
karhun kanssa painii lyön,
ja maailma unholaan jääköön.

martedì 10 aprile 2007

Gryning vid havet - Sten Selander (Svezia, 1891-1957)

Per una biografia dell'autore (in inglese) vedi:
http://sv.wikipedia.org/wiki/Sten_Selander

Alba sul mare
(traduzione di Piero Pollesello)

La superficie del mare è lucida
come uno scudo di rame e acciaio,
ma sotto, nel profondo, la corrente è forte.
Tutto è silenzio,
come se la vita stessa fosse sepolta
sotto campi neri come la notte.

Sorgerà presto il sole dietro alla montagna?
Il cielo è rosso,
c’è una minaccia in quel colore.
La tempesta arriverà,
la tempesta di mare.
Quella che ruggisce, quella che ride,
che batte, così virile e forte!

Gryning vid havet
(originale in svedese di Sten Selander)

Blankt som en sköld av koppar och stål ligger havet,
men djupt under ytan går strömmen stark
Allt är så tyst, som om livet själv låg begravet
under de nattsvarta åsarnas mark.

Stiger ei morgonen snart över bergen?
Himlen är röd, det är hot i den vredesrodnande färgen.
Stormen skall komma, stormen från havet
Stormen som skratta, stormen, som slår,
manligt, härlig och stark.

NOTA: questa lirica è stata musicata da
Hugo Alfvén (1872-1960) per coro maschile

Stemning / Atmosfera - Jens Peter Jacobsen (Danimarca, 1847-1885)

Per una bibliografia dell’autore (in inglese) vedi:
http://en.wikipedia.org/wiki/Jens_Peter_Jacobsen

Atmosfera
(traduzione di Piero Pollesello)

Tutte le ombre si allungano
fino a fondersi in una;
sola in cielo brilla
una stella così splendente...
i cieli hanno sogni pesanti,
gli occhi dei fiori nuotano nella nebbia.
Un misterioso vento soffia la sera fra i rami del tiglio.

Stemning
(orginale in Danese di Jens Peter Jacobsen)

Alle de voksende Skygger
har vævet sig sammen til en.
Ensom paa Himmelen lyser
en Stjerne saa straalende ren,
Skyerne have saa tunge Drømme,
Blomsternes Øjne i Duggraad svømme,
underligt Aftenvinden suser i Linden.

Finlandia-hymni - Veikko Antero Koskenniemi (Finlandia, 1885-1962)

Inno alla Finlandia
(traduzione di Piero Pollesello)

Guarda, o Finlandia, sorge il tuo giorno,
la minaccia della notte è ormai scacciata
e l’allodola del mattino canta nel cielo sereno
ed è come se cantasse tutta la volta del cielo,
il potere della notte è vinto dal chiarore del mattino,
il tuo giorno è venuto, o terra natale.

O Finlandia, alza la testa
inghirlandata di grandi memorie;
sorgi, Finlandia, mostra al mondo
che hai scacciato la schiavitù
e che non ti sei piegata all’oppressione;
il mattino è cominciato, o terra natale.

Finlandia-hymni
(originale in Finlandese)

Oi, Suomi, katso, sinun päiväs' koittaa,
Yön uhka karkoitettu on jo pois,
Ja aamun kiuru kirkkaudessa soittaa,
Kuin itse taivahan kansi sois'.
Yön vallat aamun valkeus jo voittaa,
Sun päiväs' koittaa, oi synnyinmaa.

Oi, nouse, Suomi, nosta korkealle,
Pääs' seppelöimä suurten muistojen.
Oi, nouse, Suomi, näytit maailmalle,
Sa että karkoitit orjuuden,
Ja ettet taipunut sa sorron alle,
On aamus' alkanut, synnyinmaa.

N.B. Testo musicato da Jean Sibelius sulle note di "Finlandia"

martedì 6 marzo 2007

Crepuscoli viola - Edith Södergran (Finlandia)

Crepuscoli viola
Edith Södergran (vedi note bibliografiche nel blog del 26 gennaio)
Dalla raccolta “Dikter”/Poesie (1916)
traduzione di Piero Pollesello

Porto in me crepuscoli viola dai primordi della mia esistenza,
vergini nude che giocano con centauri galoppanti...
Giorni gialli di sole con bei guardi,
solamente i raggi di sole possono rendere degno omaggio ad un tenero corpo di donna...
L'uomo non è arrivato, non c'è mai stato, mai ci sarà...
L'uomo è uno specchio falso che la figlia del sole
incollerita scaglia contro la roccia,
l'uomo è una menzogna, che i fanciulli innocenti non capiscono,
l'uomo è un frutto guasto che labbra sdegnose rifiutano.

Belle sorelle, venite su in alto, sulle rocce più ferme,
siamo tutte guerriere, eroine, amazzoni,
occhi senza peccato, fronti di cielo, larve di rosa,
tuonanti risacche e uccelli volati via,
siamo quelle meno attese e quelle di un rosso più cupo,
macchie di tigre, corde tese, stelle senza vertigine.

Violetta skymningar...
Testo originale

Violetta skymningar bär jag i mig ur min urtid,
nakna jungfrur lekande med galopperande centaurer...
Gula solskensdagar med granna blickar,
endast solstrålar hylla värdigt en ömsint kvinnokropp...
Mannen har icke kommit, har aldrig varit, skall aldrig bli...
Mannen är en falsk spegel den solens dotter
vredgad kastar mot klippväggen,
mannen är en lögn, den vita barn ej förstå,
mannen är en skämd frukt den stolta läppar försmå.

Sköna systrar, kommen högt upp på de starkaste klipporna,
vi äro alla krigarinnor, hjältinnor, ryttarinnor,
oskuldsögon, himmelspannor, rosenlarver,
tunga bränningar och förflugna fåglar,
vi äro de minst väntade och de djupast röda,
tigerfläckar, spända strängar, stjärnor utan svindel.

mercoledì 7 febbraio 2007

Notturno - Edith Södergran (Finlandia)

Edith Södergran
(vedi note bibliografiche nel blog del 26 gennaio)
Dalla raccolta “Dikter”/Poesie (1916)
Nokturn/Notturno

Notturno

Traduzione di Piero Pollesello

Eterea argentata notte di luna,
onda blu della notte,
flutti rilucenti si inseguono
l’un l’altro senza fine.
Ombre cadono sulla strada,
piangono i cespugli sulla spiaggia
neri giganti vegliano l’argento della rena.
Il profondo silenzio di mezz’estate,
sonno e sogno, -
la luna scivola sul mare
bianca e tenera.

Nokturn
Testo originale

Silverskira månskenskväll, nattens blåa bölja,
glittervågor utan tal på varandra följa.
Skuggor falla över vägen,
strandens buskar gråta,
svarta jättar strandens silver vakta.
Tystnad djup i sommarns mitt,
sömn och dröm.
Månen glider över havet,
vit och öm.

venerdì 26 gennaio 2007

Il giorno si raffresca / Edith Södergran (Finlandia, 1892-1923)


Biografia di E.Södergran

Edith Irene Södergran (1892-1923) è un’esponente del modernismo finlandese. Considerata un pioniere della poesia moderna di lingua svedese in Finlandia per il suoi significativi contributi di stile (quali la liberazione del verso dalla rima e dalla metrica) e contenuti (autobiografici, intimi, a volte criptici).

1892: nasce il 4 aprile a San Pietroburgo. I suoi genitori sono Helena Holmroos (n.1861) e Matts Södergran (n. 1846). Poco dopo la nascita, la famiglia si trasferisce a Raivola, a nord di San Pietroburgo.

1902: inizia la scuola al Ginnasio Tedesco di san Pietroburgo. Lì abita con la famiglia fino al 1908, ma d'estate sono sempre a Raivola.

1907: inizia il cosiddetto "Quaderno dalla copertina cerata" che contiene manoscritti datati dal 1907 al 1909. In ottobre il padre muore di tubercolosi

1909: in gennaio le diagnosticano la tubercolosi e viene ammessa al sanatorio di Nummela, dove è sotto le cure di Axel von Bondsdorff

1911-1913: Con la madre ad Arosa in Svizzera, ed alla citta' di cura di Davos,

1914: ritorno a Raivola

1916: prende contatto con l'editore Holger Schildt e gli chiede se sarebbe disposto a pubblicare le sue poesie. Debutto con "Dikter"

1917: Causa la rivoluzione russa, la famiglia perde tutto. In autunno Edith visita Helsinki per contattare critici e poeti. E' la sua ultima visita a Helsinki.

1918: La guerra civile infiamma la Finlandia ed a Raivola stazionano delle truppe, che requisiscono la villa di Edith. Loro si trasferiscono in una piccola casetta presso la chiesa. La raccolta "Septemberlyran" esce con la critica positiva di Hagar Olsson.

1919: Inizia il carteggio con Hagar Olsson. La raccolta "Rosenaltaret" esce a primavera, ed il libro di aforismi "Brokiga iakttagelser" in autunno. Edith legge Nietzsche e viene introdotta gradualmente all'antroposofia di Rudolph Steiner.

1920: Appare la raccolta "Framtidens skugga"

1922: Elmer Diktonius visita Raivola in marzo ed inizia un carteggio con Edith. Edith inizia un lavoro di traduzione di poeti finno-svedesi in tedesco, ma alla fine dell'anno brucia il manoscritto perche' non e' riuscita a farlo pubblicare da alcuna casa editrice tedesca.

1923: In inverno Edith distrugge tutte le lettere che aveva ricevuto e qualche manoscritto. Muore, a 31 anni, la notte di mezzestate.

Ho trovato altre traduzioni in:
http://digilander.libero.it/adrianomeis/lebelle/sodergran/edith_sodergran.htm

Edith Södergran
Dalla raccolta “Dikter”/Poesie (1916)
Dagen Svalnar/Il giorno si raffresca
Traduzione di Piero Pollesello

I

Il giorno i raffresca verso sera...
Bevi il calore dalla mia mano,
la mia mano ha lo stesso sangue della primavera.
Prendi la mia mano, prendi il mio braccio bianco,
prendi il desiderio delle mie spalle strette.
Sarebbe strano sentire
per una notte almeno, una notte come questa,
la tua testa pesare sul mio seno.

II

Hai gettato la rosa rossa del tuo amore
nel mio grembo bianco -
la tengo stretta nelle mie mani calde
la rosa rossa del tuo amore, che appassisce presto...
O tu, dominatore dagli occhi freddi,
io accetto la corona che mi porgi,
essa fa piegare il mio capo sul mio cuore.

III

Ho visto il mio signore per la prima volta oggi,
tremante, l’ho subito riconosciuto.
Ora sento già la sua mano pesante sul mio braccio leggero...
Dov’è il mio riso sonoro di vergine,
la mia libertà di donna dal capo altero?
Ora sento la stretta forte di lui sul mio corpo vibrante,
ora odo il suono duro della realtà
contro i miei fragili, fragili sogni.

IV

Hai cercato un fiore
e trovasti un frutto.
Hai cercato una sorgente
e trovasti un mare.
Hai cercato una donna
e trovasti un’anima -
tu sei deluso.

Edith Södergran
Dalla raccolta “Dikter”/Poesie (1916)
Dagen Svalnar/Il giorno si raffresca
Testo originale

I

Dagen svalnar mot kvällen...
Drick värmen ur min hand,
min hand har samma blod som våren.
Tag min hand, tag min vita arm,
tag mina smala axlars längtan...
Det vore underligt att känna,
en enda natt, en natt som denna,
ditt tunga huvud mot mitt bröst.

II

Du kastade din kärleks röda ros
i mitt vita sköte --
jag håller fast i mina heta händer
din kärleks röda ros som vissnar snart...
O du härskare med kalla ögon,
jag tar emot den krona du räcker mig,
som böjer ned mitt huvud mot mitt hjärta...

III

Jag såg min herre för första gången i dag,
darrande kände jag genast igen honom.
Nu känner jag ren hans tunga hand på min lätta arm...
Var är mitt klingande jungfruskratt,
min kvinnofrihet med högburet huvud?
Nu känner jag ren hans fasta grepp om min skälvande kropp,
nu hör jag verklighetens hårda klang
mot mina sköra sköra drömmar.

IV

Du sökte en blomma
och fann en frukt.
Du sökte en källa
och fann ett hav.
Du sökte en kvinna
och fann en själ --
du är besviken.

martedì 23 gennaio 2007

La Sorgente J.L.Runeberg (Finlandia, 1804-1877)


Biografia di Johan Ludvig Runeberg

Con J.L.Runeberg (1804-1877), scrittore finno-svedese e insegnante di latino e greco prima ad Helsinki e poi a Borgå (dal 1837 al 1857), la poesia in Finlandia acquista una posizione indipendente. Runeberg venne considerato, ancora in vita, come un ”monumento” nazionale, ma recentemente ne è stata riscoperta la natura passionale e dispotica, anche verso sua moglie Fredrika (scrittrice ella stessa). Nella prima raccolta ”Poesie” (1830) egli ricerca la semplicità della poesia popolare. Nel racconto sul contadino Paavo esprime il suo patriottismo ed il desiderio di promuovere il popolo finlandese al ruolo di protagonista. La raccolta di esametri ”I cacciatori di alci” (1832) è un realistico, quasi etnologico, sforzo di descrivere la vita in Finlandia. Nei lavori epici ”Hanna” (1836), ”Notte di Natale” (1841) e soprattutto in ”Re Fjalar” (1844) egli tratta invece, su un sfondo di mitologia nordica e celtica, temi quali l’umana superbia, l’annientamento e la riconciliazione. Il suo capolavoro rimane, però, ”I racconti dell’alfiere Stål” (1848[I]-1860[II]) in cui racconta la guerra russo-svedese del 1808-1809 durante la quale la Finlandia cessò dopo 650 anni di essere parte integrante del regno di Svezia e venne annessa all’Impero russo. Qui l’ideale eroico si unisce ad un magnifico realismo ove gli eroi (o antieroi) sono spesso dei comuni soldati (vedi il noto personaggio di Sven Dufva) o delle povere donne (come l’eroina Lotta Svärd). Quest’opera, peraltro scritta in svedese come tutta la produzione di Runeberg, è stata il primo grande tentativo di dare al popolo Finlandese una dignità nazionale. Runeberg compose anche molti inni sacri (Psalmer) che ancor oggi vengono correntemente usati per le funzioni religiose sia in Finlandia che in Svezia. Una sua lirica dedicata alla natura finlandese ed al destino del suo popolo è oggi il testo dell’Inno Nazionale ”O nostra terra natale”. La casa di Runeberg a Borgå è oggi un museo aperto al pubblico. Nel sonetto ”O sorgente, siedo alle tue rive”, testo di una canzone popolarissima sia fra i finlandesi di lingua svedese che fra i connazionali di lingua finlandese, le nuvole sono una metafora delle donne (infatuazioni, amori, scappatelle, o veri tradimenti) che passarono davanti al poeta durante la sua vita. Li vede ora con occhi diversi: sono solo vanità che hanno disturbato la vera sorgente, la sua anima di poeta.

Johan Ludvig Runeberg (Finlandia, 1804-1877)
Källan / La sorgente (dalla raccolta Dikter II, 1833)
Traduzione di Piero Pollesello

O sorgente, siedo alle tue rive
e guardo come il corteo di nuvole,
guidate da mano invisibile,
si riflette nelle tue onde tremule.

Ecco, una nube appare e si infiamma rossa
come il sorriso di un bocciolo di rosa.
Ma, addio! Così presto mi dice addio
per non tornare più.

Un’altra ne vedo arrivare
ancora più rilucente e bella!
Oh, se ne va’ anche questa, altrettanto in fretta,
e, volubile, sparisce

E ancora una! Ma questa non vuole andarsene
e segue lenta il suo corso;
o sorgente, ora il cielo è scuro
e la sua ombra ti rabbuia

Quando ti vedo così, o sorgente
penso alla mia anima:
a quanti cieli dorati
ha dovuto dire addio,

a quanti cieli pesanti e tristi
hanno gettato su di te una notte fonda,
e sono venuti all’improvviso,
ma se ne sono andati così lentamente.

E anche se lo so bene
come se ne siano venuti o andati,
so che sono solo stati cieli vuoti
che si riflettevano nella mia anima.

La luce e le ombre del tuo specchio d’acque
hanno dipeso da essi! -
o sorgente, quando finirà questo gioco?
quando le tue acque avranno pace?

Johan Ludvig Runeberg (Finlandia, 1804-1877)
Källan / La sorgente (dalla raccolta Dikter II, 1833)

Testo originale

Jag sitter, källa vid din rand,
och ser på molnens tåg,
hur ledda av en osedd hand,
de växla i din våg.

Där kom en sky, den log så röd
som rosenknoppen ler;
farväl! hur snart farväl den bjöd,
för att ej komma mer.

Dock där en annan, lika klar
och strålande igen!
Ack, lika flyktig, lika snar,
försvinner även den.

Nu åter en! - Den vill ej fly,
den vandrar tung sin stig;
men, källa, mörk är denna sky,
och den förmörkar dig.

Jag tänker, när jag ser dig så,
uppå min egen själ:
hur mången gyllne sky också
har bjudit den farväl,

hur mången tung och dyster spred
sin djupa natt i den,
och kom så hastig, ack, med skred
så långsamt bort igen.

Men hur det kommit, hur de gått,
jag känt dem ganska väl;
de varit tomma skyar blott
i spegeln av min själ.

Och spegelns ljus och mörker skall
likväl av dem bero! -
o källa, när blir leken all,
när får din bölja ro?

lunedì 22 gennaio 2007

Tag bort fotografierna - Hjalmar Gullberg (Svezia, 1898-1961)


Bibliografia di Hjalmar Gullberg

H. Gullberg (1898-1961) abitò con i suoi genitori adottivi a Malmö e studiò a Lund, nel sud della Svezia. Debuttò come scrittore nel 1927 con “In una città sconosciuta”. Dopo “Esercizi spirituali” (1932), la sua lirica, pur caratterizzata da temi e forme di poesia d’amore, cominciò ad esprimere allo stesso tempo un desiderio di misticità e di trascendenza. Altre opere di questo periodo sono “Amore nel ventesimo secolo” (1932), “Conquistare il mondo” (1937) e “Cinque pani e due pesci” (1942). L’evoluzione della forma poetica in Svezia attorno al 1940 lo lasciò indifferente ed il lavoro “La maschera della morte ed il Paradiso Terrestre” (1952) è impregnato di spiritualità cristiana, sebbene una continua fonte di ispirazione sia rappresentata dal mondo antico. Nelle sue ultime raccolte “Terzine nel tempo dell’ingenuità” (1958) e “Occhi, labbra” (1959) Gullberg lascia il ritmo dolce che caratterizzava le sue liriche per adottare l’uso di un linguaggio e di costruzioni verbali più complessi. In questo periodo della sua vita egli lotta contro una grave malattia. Traduttore entusiasta di Euripide, Sofocle e Aristofane, Gullberg fu direttore del Radioteater dal 36 al 50. Tradusse ed introdusse in Svezia anche le opere di Juan Ramón Jimenez a Gabriela Mistral e, nel 1940, fu eletto membro dell’Accademia di Svezia.

"Togli via quelle immagini!" (dalla raccolta "Occhi, labbra", 1953)
Traduzione di Piero Pollesello

Togli via quelle immagini! A noi morti
ci rattrista il ricordo di quei tempi.
Il trapasso non viene senza pena
verso la pace eterna: quella pace
che augurate nei vostri necrologi.
Voi lasciateci andare! Il dolor vostro
ci raffrena, prolunga il funerale!
Or che dobbiam mutare nome e forma,
l’epitaffio ed il busto in marmo o in bronzo,
son legami cui possiam fare a meno.
Siam la neve che a fiocchi cade lenta
in silenzio la notte. Alla finestra
il tuo viso. Di chi è il nome che chiami?
A noi non è alcun nome.

"Tag bort fotografierna" ("Ögon, läppar", 1953)
originale in svedese di Hjalmar Gullberg

Tag bort fotografierna! Vi döda
är känsliga för dylikt första tiden.
Anpassningen sker inte utan möda
till friden över allt förstånd, till friden
som ni har unnat oss i dödsannonsen.
Släpp oss! Er sorg förlänger vår begravning.

Namn och profil i marmor och i bronsen
när vi ska byta form och ändra stavning,
är hinder som vi hellre vore utan.
I natt är vi den snö som faller flinga
vid flinga ljudlöst. Ansikte mot rutan,
vems namn är det du ropar? Vi har inga.