lunedì 22 gennaio 2007

Tag bort fotografierna - Hjalmar Gullberg (Svezia, 1898-1961)


Bibliografia di Hjalmar Gullberg

H. Gullberg (1898-1961) abitò con i suoi genitori adottivi a Malmö e studiò a Lund, nel sud della Svezia. Debuttò come scrittore nel 1927 con “In una città sconosciuta”. Dopo “Esercizi spirituali” (1932), la sua lirica, pur caratterizzata da temi e forme di poesia d’amore, cominciò ad esprimere allo stesso tempo un desiderio di misticità e di trascendenza. Altre opere di questo periodo sono “Amore nel ventesimo secolo” (1932), “Conquistare il mondo” (1937) e “Cinque pani e due pesci” (1942). L’evoluzione della forma poetica in Svezia attorno al 1940 lo lasciò indifferente ed il lavoro “La maschera della morte ed il Paradiso Terrestre” (1952) è impregnato di spiritualità cristiana, sebbene una continua fonte di ispirazione sia rappresentata dal mondo antico. Nelle sue ultime raccolte “Terzine nel tempo dell’ingenuità” (1958) e “Occhi, labbra” (1959) Gullberg lascia il ritmo dolce che caratterizzava le sue liriche per adottare l’uso di un linguaggio e di costruzioni verbali più complessi. In questo periodo della sua vita egli lotta contro una grave malattia. Traduttore entusiasta di Euripide, Sofocle e Aristofane, Gullberg fu direttore del Radioteater dal 36 al 50. Tradusse ed introdusse in Svezia anche le opere di Juan Ramón Jimenez a Gabriela Mistral e, nel 1940, fu eletto membro dell’Accademia di Svezia.

"Togli via quelle immagini!" (dalla raccolta "Occhi, labbra", 1953)
Traduzione di Piero Pollesello

Togli via quelle immagini! A noi morti
ci rattrista il ricordo di quei tempi.
Il trapasso non viene senza pena
verso la pace eterna: quella pace
che augurate nei vostri necrologi.
Voi lasciateci andare! Il dolor vostro
ci raffrena, prolunga il funerale!
Or che dobbiam mutare nome e forma,
l’epitaffio ed il busto in marmo o in bronzo,
son legami cui possiam fare a meno.
Siam la neve che a fiocchi cade lenta
in silenzio la notte. Alla finestra
il tuo viso. Di chi è il nome che chiami?
A noi non è alcun nome.

"Tag bort fotografierna" ("Ögon, läppar", 1953)
originale in svedese di Hjalmar Gullberg

Tag bort fotografierna! Vi döda
är känsliga för dylikt första tiden.
Anpassningen sker inte utan möda
till friden över allt förstånd, till friden
som ni har unnat oss i dödsannonsen.
Släpp oss! Er sorg förlänger vår begravning.

Namn och profil i marmor och i bronsen
när vi ska byta form och ändra stavning,
är hinder som vi hellre vore utan.
I natt är vi den snö som faller flinga
vid flinga ljudlöst. Ansikte mot rutan,
vems namn är det du ropar? Vi har inga.

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