giovedì 18 settembre 2008

Poesie dal Nord

Dopo due anni di esperienza con questo Blog ho deciso di pubblicare le migliori traduzioni in un libro: "POESIE DAL NORD" (Settembre 2008, Stamperia Kopiotaito Oy, Helsinki, ISBN 978-952-92-4346-4), una antologia di liriche di poeti finlandesi, finnosvedesi, svedesi, norvegesi e danesi tradotte in italiano ed accompagnate da cenni biografici e bibliografici sugli autori. Sono quasi tutte prime traduzioni, cioè mai presentate al pubblico italiano, e sono state commentate nella prefazione dal Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura in Finlandia, dottoressa Wanda Grillo. Il libro è stato consegnato al Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano in occasione della sua recente visita a Helsinki.

Alcuni dei testi sono molto popolari qui al Nord, altri meno noti; alcuni sono stati scritti più di 150 anni fa, altri sono di autori contemporanei. Tutti sono praticamente sconosciuti in Italia e, sperabilmente, questo libro saprà socchiudere ai lettori porte su stanze di cui ignoravano l’esistenza.

lunedì 25 agosto 2008

Fai unire le mie mani - Ester Forssén (Finlandia, 1871-1949)

Ester Alfhild Sofia Forssén nata Sterenius (Munsala - 2 giugno 1871, Hangö - 30 agosto 1949). Il seguente testo, apparso come contributo al libro “En liten Hangöbok” edito da Bengt Serenius nel 1940, è stato musicato nel 1942 da Sune Carlsson.

Fai unire le mie mani
traduzione di Piero Pollesello

Fai unire le mie mani in preghiera
quando spunta il giorno,
uniscile in preghiera
quando il giorno finisce.
Uniscile
nel tempo del dolore,
e possa io non dimenticarti
nel tempo della gioia.
Unisci le mie mani in preghiera
in eterno,
quando vorrai portarmi a casa
via dagli affanni del mondo,
nella pace celeste.

Slut samman mina händer
originale in svedese di Ester Forssén

Slut samman mina händer
när morgon gryr,
och må till bön de knäppas
när dagen flyr.
Slut samman mina händer
i sorgens tid,
må jag i glädjens stunder
ej glömma dig.
Slut samman mina händer
till evig tid,
när du vill hem mig föra
från jordens strid
till himmelsk frid.

martedì 29 luglio 2008

Non è il tempo che ci cambia, è ciò che ci circonda - Bo Carpelan (Finlandia, 1926-)

Bo Carpelan (Helsinki, 25 ottobre 1926, vivente) è un poeta e scrittore finlandese appartenente alla minoranza svedese in Finlandia. Laureato in filosofia nel 1956 e dottorato nel 1960, ha pubblicato la sua prima raccolta poetica nel 1946. La sua produzione, oltre a numerosi testi di poesia, include anche romanzi e racconti. È l'unico autore ad essere stato insignito per due volte (1993 e 2005) del Premio Finlandia (Finlandia-palkinto). Nel 2007 ha ricevuto il Premio europeo di letteratura (Prix Européen de Littérature). L’unica opera tradotta in italiano è “Il libro di Benjamin” (Benjamins bok, 1997), edito da Iperborea 2003. Per una biografia e bibliografia completa in inglese vedi http://www.kirjasto.sci.fi/carpelan.htm

Non è il tempo che ci cambia, è ciò che ci circonda (da “Nelle stanze scure, nelle chiare”, Schildts editore 1976)
traduzione in italiano di Piero Pollesello

Non è il tempo che ci cambia,
è ciò che ci circonda: la foresta che era bassa come un nastro scuro
la sera, quando eravamo bambini.
E l’acqua che ci toccava i piedi.

La strada che ora è spianata,
gli alberi, le case, la stessa gente
che guarda fuori dalle finestre
nelle stanze, non nel tempo.

Una stanza per i bambini, una stanza per gli amanti,
ove gli uccelli volano liberamente dentro e fuori,
e stanze per coloro che dormono un sonno così leggero
che non si sente neppure il respiro della morte.

Ci sono gli stessi mobili nella stanza,
gli stessi rami davanti ad essa,
possano questi essere il tuo sguardo su ciò che ti circonda,
uno sguardo che mai si spegne.

Det är inte tiden som förändrar oss, det är rummet (från I de mörka rummen, i de ljusa, Schildts förlag 1976)
originale in svedese di Bo Carpelan

Det är inte tiden som förändrar oss,
det är rummet, skogen som var låg som ett mörk band
om kvällen när vi var barn.
Och vattnet som nådde foten.

Det är vägen som nu är uträtad,
träden, husen, mänskorna samma
seende ut genom fönstren
som är fönster i rum, ej i tid.

Rummet för barnen, rummet för de älskande
där fåglarna flyger in och ut,
rummen för den som sover så lätt
att inte dödens andetag hörs.

Det är samma möbler i rummet,
samma grenverk framför det
som vore rummet din blick
som aldrig sluts

lunedì 2 giugno 2008

L’anima in attesa - Edith Södergran (Finlandia, 1892-1923)

Edith Irene Södergran (San Pietroburgo, 4 aprile 1892 - Raivola, 24 giugno 1923) è stata una poetessa finnosvedese iniziatrice dell'espressionismo in Finlandia. Ha influenzato tutta la lirica in lingua svedese fra le due guerre mondiali. Debuttò nel 1916 con la raccolta "Poesie", in versi liberi, alla quale seguirono "Lira di settembre" del 1918; "L'altare delle rose" del 1919; "L'ombra del futuro" del 1920 ed "Il paese che non esiste" del 1925. La Södergran, padrona assoluta dei mezzi stilistici, in un personalissimo mondo di immagini, canta la bellezza e la ricchezza della vita, e alterna visioni di beatitudine ultraterrena a momenti di malinconica rassegnazione, quasi presentisse la morte imminente. Per una biografia più completa vedi post del 26 gennaio 2007 in questo blog http://pollesello.blogspot.com/2007/01/il-giorno-si-raffresca-edith-sdergran.html.
La traduzione di "L'anima in attesa", dalla raccolta "Dikter/Poesie" è stata pubblicata sul mensile Poesia n. 105 (Aprile 1997 "Edith Södergran - Contro i fragili sogni" a cura di Massimo Ciaravolo e Piero Pollesello - Crocetti Editore) http://www.poesia.it/DailyPoetry/Archivio_PDG/Archivio_PDG_2008/18_02_08_Södergran.htm

L’anima in attesa (dalla raccolta "Poesie", 1916)
traduzione in italiano di Piero Pollesello

Sono sola tra gli alberi al lago,
vivo in amicizia con i vecchi abeti sulla riva
e in segreta intesa con tutti i giovani sorbi.
Sola, sto distesa ad aspettare,
e non ho visto passare nessuno.
Grandi fiori mi guardano dall’alto dei loro lunghi steli,
amari rampicanti mi strisciano sul grembo,
ho un solo nome per tutto, ed è amore.

Den väntande själen (Dikter, 1916)
originale in svedese di Edith Södergran

Jag är allena bland träden vid sjön,
jag lever i vänskap med strandens gamla granar
och i hemligt samförstånd med alla unga rönnar.
Allena ligger jag och väntar,
ingen människa har jag sett gå förbi.
Stora blommor blicka ned på mig från höga stjälkar,
bittra slingerväxter krypa i min famn,
jag har ett enda namn för allt, och det är kärlek.

venerdì 16 maggio 2008

Il canto del mio cuore - Aleksis Kivi (Finlandia, 1834-1872)

Aleksis Stenvall , conosciuto come Aleksis Kivi (Nurmijärvi, 10 ottobre 1834 - Tuusula, 31 dicembre 1872) è stato uno scrittore e drammaturgo finlandese, il primo autore a scrivere un romanzo in lingua finlandese, i Sette Fratelli (Seitsemän veljestä). Questo romanzo, pubblicato nel 1870 e tradotto in italiano da Corrado Malavasi nel 1940 e un'anno dopo ritradotto da P.E.Pavolini, racconta delle vicende tragicomiche di sette orfani che devono cavarsela da soli ed imparano dai proprii errori a condurre la fattoria di famiglia. Il romanzo ha uno sfondo didattico e si conclude con il successo dei fratelli nella vita. Irrestistibili le scene in cui i fratelli cercano di imparare l'alfabeto, oppure scappano dai lupi nella notte a piedi scalzi nella neve dopo che la loro sauna è andata a fuoco. L'ultima pagina, invece, riporta l'atmosfera ad una meditazione tipicamente finlandese: anche nel momento della gioia pensa che tutto può presto finire. La moglie del più giovane e più intraprendente dei fratelli, figlia di un alto funzionario, manifesta una depressione post partum ed esprime in versi il desiderio che il proprio figlio eviti le insidie del mondo e raggiunga presto la pace di Tuonala (l'Ade). La traduzione metrica è di Paolo Emilio Pavolini, da “I sette fratelli” di Aleksis Kivi, UTET 1984). Il testo è stato musicato magistralmente da Jean Sibelius (1865-1957) per coro maschile. Per una breve biografia di Kivi in Italiano vedi http://it.wikipedia.org/wiki/Aleksis_Kivi)

Il canto del mio cuore
(traduzione metrica di Paolo Emilio Pavolini)

Boschetto dell’Ade, notturno boschetto,
laggiù nella sabbia c’è un placido letto
pel mio fanciullino.

Sarà sì contento codesto bambino
di far pascolare nel mezzo al giardino
un bianco agnellino?

Codesto bambino sarà sì beato
se dalla figliuola dell’Ade cullato
sarà addormentato?

Sarà sì felice quel mio bel tesoro
sentirsi cullato da un canto canoro
in un letto d’oro.

Boschetto dell’Ade, boschetto di pace!
L’insidia è lontana, la lotta qui tace
del mondo fallace.

Sydämeni laulu
Originale in finlandese di Aleksis Kivi

Tuonen lehto, öinen lehto!
Siell´ on hieno hietakehto,
sinnepä lapseni saatan.

Siell´ on lapsen lysti olla,
Tuonen herran vainiolla
kaitsea Tuonelan karjaa.

Siell´ on lapsen lysti olla,
illan tullen tuuditella
helmassa Tuonelan immen.

Ompa kullan lysti olla,
Kutlakehdoss´ kelahdella
Kuullella kehrääjälintu.

Tuonen viita, rauhan viita!
Kaukana on vaino, riita,
kaukana kavala maailma.

venerdì 11 aprile 2008

Aprile - Solveig vom Schoultz (Finlandia, 1907-1996)

Come scrittrice di liriche, novelle e commedie, Solveig vom Schoultz è considerata uno dei più importanti autori in lingua svedese. Le sue storie trattano spesso della sottile psicologia delle relazioni umane e, come protagonista, hanno spesso una donna. Le sue prose presentano la condizione umana con un misto di comicità e tragicità. In poesia, considerata dall’autrice come la sua “lingua madre”, ella ama toccare con accenni, allusioni, contrasti e sfumature importanti temi quali l’avanzare dell’età o la condizione della donna. Autrice con una profonda matrice cristiana, ella cita spesso testi biblici nei suoi temi. Solveig vom Schoultz è una delle figure primarie nella fase dello sviluppo del Modernismo nella poesia svedese. Questa lirica, datata datata 21.4.67, è stata pubblicata postuma ed è apparsa per la prima volta nella seconda ristampa della raccolta “Den heliga oron” (Schildts Förlag Ab, Helsinki 2007 – ISBN 978-951-50-1715-4).

“Aprile” (1967)
traduzione in italiano di Piero pollesello

Proprio oggi
dopo che la grandine aveva frustato il parco
ed i duri chicchi rilucevano
sotto un cielo ancora scuro

proprio oggi
un giovane uomo si chinava sopra il tavolino del bar
e toccava con le sue mani un volto
e teneva fra le sue mani un volto
ed io, che di lì passavo, socchiusi gli occhi
per tanta luce

"April" (1967)
originale in svedese di Solveig vom Schoultz

Just i dag
när haglet piskat parken
när de hårda knopparna lyste
och himlen ännu var mörk

just i dag
böjde sig en ung man fram över kafébordet
och tog om ett ansikte med sina händer
och höll ett ansikte mellan sina händer
och jag som gick förbi slöt ögonen
för sådant ljus.

giovedì 6 marzo 2008

Incontro del re Olav Tryggvason con la sua nuova terra (Björnstjerne Björnson – Norvegia, 1832-1910)

Bjørnstjerne Martinus Bjørnson (Kvikne, 8 dicembre 1832 – Parigi, 26 aprile 1910) è stato un poeta, drammaturgo e scrittore norvegese. Sul piano artistico concorse, assieme ad Henrik Ibsen, alla nascita della moderna drammaturgia norvegese e scandinava. La sua oggettiva grandezza fu siglata dal Premio Nobel per la Letteratura nell'anno 1903. Per la completa bibliografia vedi http://it.wikipedia.org/wiki/Bj%C3%B8rnstjerne_Bj%C3%B8rnson.

Olav Tryggvason (960-1000 d.C.) fu re di Norvegia dal 995 al 1000 (vedi
http://en.wikipedia.org/wiki/Olav_Tryggvason per informazioni in inglese) ed assunse un ruolo fondamentale nella conversione dei Vichinghi al Cristianesimo. Il poema dedicatogli da Bjørnson descrive il suo arrivo in Norvegia, come re designato, le sue paure e la sua determinazione. Il re morirà poi nella grande battaglia navale di Svolder nel Baltico. Il presente testo, liberamente tratto dalla “Saga di Olav Tryggvason” (o Heimskringla) è noto per una versione musicata da Grieg.

Incontro con la sua nuova terra
traduzione in italiano di Piero Pollesello

Mentre Olav Tryggvason attraversava il mare del Nord
verso il suo giovane regno che non aspettava un re,
vide catene di montagne all’orizzonte e disse:
“Che è quella muraglia innanzi a me?”

Quella terra gli sembrò chiusa da un muro
e quel muro mise alla prova le sue speranze
di giovane re, fino a che un bardo non
gli fece notare che le nuvole sui monti
parevano cupole e pinnacoli.

Ed egli a un tratto vide quel muro
verde coronato di bianca neve
come se fosse la parete di un antico tempio
e volle essere dentro ad esso
per portarvi la sua nuova fede.

Questa nuova terra, in primavera, era aprica.
Il risuonare di torrenti, temporali e tempeste di mare
tutt’intorno, ed il rumore dei boschi
sembravano suoni di organi e di campane.
Allora il re si guardò intorno e se ne innamorò.

“Questa è la base del tempio dal quale abbatterò il male!
La mia anima trema, il cuore si riempie di gioia.
Possa la mia fede essere forte come queste fondamenta
ed elevarsi pura come questi ghiacciai.
Possa la mia anima raggiungere le vette
che sono l’immagine del loro Creatore”.

Landkjenning
originale in norvegese di Björnstjerne Björnson

Og det var Olav Trygvason,
stevnet over Nordsjö fram
opp mot sitt unge kongerike,
som ikke ventet ham.

Fikk han så förste synet:
“Hva er dette for mur i havbrynet?”
Og det var Olav Trygvason,
landet syntes ganske stengt;

alle hans unge kongelengsler
föltes mot klippen sprengt,
inntil en skald opdaget
hvite kupler og spir i skylaget.

Og det var Olav Trygvason,
syntes han med en gang så
gråsprengte, gamle tempelmurer,
snehvide hvelv derpå.

Lengtes ham da så såre
med sin unge tro stå innenfore.
Landet seg åpnet,
vår der var, durende av fossebrus,
stormvaer og havdönn
rundt omkring dem,
selsom var skogens sus.

Orgler og klokker hörtes,
kongen så seg om,
kongen henförtes.
“Her er grunnen funnen,
tempelhvelvet trosser helvet!

Ånden baever, hjertet fylles,
her den störste kun kan hylles!
Gid min tro stå sterk som grunnen,
stige ren som jökelrunden,
ånden nå naturens höyde,
fylt av ham som sammenföyde.”

martedì 12 febbraio 2008

Preghiera - Vilhelm Ekelund (Svezia, 1880-1949)

Il poeta, narratore e aforista svedese Vilhelm Ekelund (nato a Stehag nel 14 ottobre 1880 nello Skåne e morto il 3 settembre 1949) fece parte, come il suo maestro Ola Hansson, dei simbolisti. Il suo particolare contributo è l'aver cercato di rappresentare l'essere uomo, con Nietzsche come fonte d'ispirazione. Ekelund può essere considerato all'altezza di poeti quali Paul Valéry e Paul Celan. Per una breve biografia (in svedese) e per la completa bibliografia vedi http://sv.wikipedia.org/wiki/Vilhelm_Ekelund

Preghiera
(traduzione in italiano di Piero Pollesello)

Come il mare sotto la brezza di luglio
così fresco ed inebriante è il tuo corpo.
Neve e rose.

Rugiada nel bosco a maggio,
i ciliegi selvatici presso la fonte
non profumano così soavemente
come la tua bocca.

O tu gloria abbagliante,
guarda, guarda la polvere su cui cammini,
lo schiavo che implora
balbettando
i tuoi baci

Tillbedjan
(originale in svedese di Vilhelm Ekelund)

Som havet i julis solbris
så sval och så berusande frisk är din kropp.
Snö och rosor.

Dagg i majskog,
häggarna vid källan ej så ljuvligt dofta
som din doftande mun.

Bländande prakt av människa
- se stoftet, stoftet, där du träder,
kysser tillbedjande,
stammande,
slaven.

martedì 8 gennaio 2008

Al buio - Karin Boye (Svezia, 1900-1941)

per una breve nota biografica e bibliografica dell’autrice vedi http://it.wikipedia.org/wiki/Karin_Boye

Karin Maria Boye, scrittrice e poetessa svedese, nacque il 26 ottobre 1900 a Göteborg e morì (probabilmente suicida) nell’aprile 1941. Nel 1909 si trasferì con la famiglia a Stoccolma e dal 1921 al 1926 studiò presso l'università di Uppsala, entrando a far parte dell' organizzazione socialista Clarté. Nel 1931 la Boye, insieme a Erik Mesterton e Josef Riwkin, fondò la rivista di poesia Spektrum, presentando T.S. Eliot e i Surrealisti al pubblico svedese. Assieme al critico Erik Mesterton tradusse "The Waste Land" di Eliot. Fu la principale traduttrice di T. S. Eliot in svedese. Conosciuta principalmente come poetessa, scrisse anche diversi saggi e cinque romanzi. Debuttò nel 1922 con la raccolta di poesie Moln ("Nuvole"). La sua opera più nota internazionalmente è il romanzo Kallocaina, una distopia basata sulle sue impressioni di viaggio in Germania e URSS, pubblicato nel 1940. Il romanzo è il ritratto di una società distopica sullo stile di quella descritta otto anni dopo da Orwell nel suo “1984”.

Al buio (dalla raccolta ”I Pastori”, 1927)
traduzione in italiano di Piero Pollesello

Me ne sto stesa al buio e ascolto
il rintronare delle campane qui fuori:
tocchi lunghi, pesanti, regolari,
come il respiro profondo dell’oscurità.

Tutto stordiscono, tutto addormono
e liberano la nebbia ch’è in ogni cosa
in tocchi lunghi, pesanti, regolari,
dai quali il pensiero non riesce a staccarsi.

Chi come me sa a stento di esistere
e comprende e ricorda solo
il pulsare antico del buio,
non ha speranza per alcun domani,

non ha paura di alcun domani

I mörkret (från diktsamlingen “Härdarna”, 1927)
originale in svedese di Karin Boye

I mörkret ligger jag och hör,
hur klockor dånar utanför
med långa, tunga, jämna slag,
som mörkrets djupa andetag.

De dövar allt och söver allt
och löser tingens dimgestalt
i långa, tunga, jämna dån,
som tanken aldrig lossnar från.

Jag är bland dem som knappast finns
och bara vet och bara minns
det gamla mörkrets hjärteslag,
som väntar ingen morgondag.

som fruktar ingen morgondag.