martedì 8 gennaio 2008

Al buio - Karin Boye (Svezia, 1900-1941)

per una breve nota biografica e bibliografica dell’autrice vedi http://it.wikipedia.org/wiki/Karin_Boye

Karin Maria Boye, scrittrice e poetessa svedese, nacque il 26 ottobre 1900 a Göteborg e morì (probabilmente suicida) nell’aprile 1941. Nel 1909 si trasferì con la famiglia a Stoccolma e dal 1921 al 1926 studiò presso l'università di Uppsala, entrando a far parte dell' organizzazione socialista Clarté. Nel 1931 la Boye, insieme a Erik Mesterton e Josef Riwkin, fondò la rivista di poesia Spektrum, presentando T.S. Eliot e i Surrealisti al pubblico svedese. Assieme al critico Erik Mesterton tradusse "The Waste Land" di Eliot. Fu la principale traduttrice di T. S. Eliot in svedese. Conosciuta principalmente come poetessa, scrisse anche diversi saggi e cinque romanzi. Debuttò nel 1922 con la raccolta di poesie Moln ("Nuvole"). La sua opera più nota internazionalmente è il romanzo Kallocaina, una distopia basata sulle sue impressioni di viaggio in Germania e URSS, pubblicato nel 1940. Il romanzo è il ritratto di una società distopica sullo stile di quella descritta otto anni dopo da Orwell nel suo “1984”.

Al buio (dalla raccolta ”I Pastori”, 1927)
traduzione in italiano di Piero Pollesello

Me ne sto stesa al buio e ascolto
il rintronare delle campane qui fuori:
tocchi lunghi, pesanti, regolari,
come il respiro profondo dell’oscurità.

Tutto stordiscono, tutto addormono
e liberano la nebbia ch’è in ogni cosa
in tocchi lunghi, pesanti, regolari,
dai quali il pensiero non riesce a staccarsi.

Chi come me sa a stento di esistere
e comprende e ricorda solo
il pulsare antico del buio,
non ha speranza per alcun domani,

non ha paura di alcun domani

I mörkret (från diktsamlingen “Härdarna”, 1927)
originale in svedese di Karin Boye

I mörkret ligger jag och hör,
hur klockor dånar utanför
med långa, tunga, jämna slag,
som mörkrets djupa andetag.

De dövar allt och söver allt
och löser tingens dimgestalt
i långa, tunga, jämna dån,
som tanken aldrig lossnar från.

Jag är bland dem som knappast finns
och bara vet och bara minns
det gamla mörkrets hjärteslag,
som väntar ingen morgondag.

som fruktar ingen morgondag.