giovedì 4 novembre 2010

Non turbare l’anima della ragazza – J.L.Runeberg (Finlandia, 1804-1877)

Nel 1969, in occasione dei sessant’anni di Roberto Wis (fondatore e primo direttore dell’Istituto di Cultura Italiano a Helsinki), veniva pubblicato da Werner Södeström-Helsinki il libro “Terra Boreale – Studi italo-finalndesi” che raccoglie dei saggi dello stesso Wis su argomenti varii di interesse storico e letterario. Un saggio (in francese) è dedicato ai rapporti di G.Carducci con la Finlandia. Con mia sorpresa lì ho trovato la traduzione di una lirica di J.L.Runeberg eseguita dal poeta italiano. “Grumla icke flickans själ” è una lirica della seconda raccolta ”Idyll och Epigram” originariamente pubblicata nella raccolta “Dikter”, seconda parte, Helsinki, Frenckell & Son, 1833.
Nel libro di Wis sono riportate anche altre traduzioni in italiano (apparse nel 1865 e nel 1907) di autori ignari della traduzione di Carducci (apparsa postuma in una raccolta del 1928) ed una traduzione in francese. Aggiungo a questa lista la mia traduzione (non metrica) ed una recente traduzione in finlandese trovata nel web.

Non turbare l’anima della ragazza
traduzione in italiano di Piero Pollesello (2010)

La giovane sedeva sulla riva del ruscello
e lì bagnava i piedi.
Un uccellino, lì sopra, cantò così:
"Ragazza, non turbare le acque del ruscello:
non riflettono più il cielo!".
La giovane alzò gli occhi
e rispose fra le lacrime:
"Non preoccuparti ora per il ruscello,
le sue acque ridiventeranno presto chiare.
Invece, quando mi vedesti qui
con quel giovane,
avresti dovuto dire a lui:
- Non turbare l’anima della ragazza:
non si rasserenerà più,
e mai rispecchierà più il cielo - ".

Grumla icke flickans själ
originale in svedese di Johan Ludvig Runeberg (1833)

Flickan satt vid bäckens strand,
Tvådde sina fötter der.
Sjöng en fogel ofvanför:
"Flicka, grumla bäcken ej,
Himlen syns ej mer i den!"
Flickan slog sitt öga opp,
Talade med tårad blick:
"Sörj ej öfver bäcken, du,
Bäcken klarnar snart igen.
När du såg mig stå en gång
Vid en ynglings sida här,
Du till honom tala bordt:
Grumla icke flickans själ,
Aldrig skall den klarna se'n,
Aldrig spegla himlen mer."

Il ruscello
traduzione in italiano di Giosué A. Carducci (agosto 1853, pubblicata da Giuseppe Albini e Albano Sorbelli nel 1928 in “G. Carducci - Primizie e reliquie delle carte inedite”, Bologna, Zanichelli, p.168)

Ne’l margin del ruscello, a un bel mattino,
La fanciulla sedea fra le viöle.
Volava su pe’l cielo un augellino
E ne’l canto dicea queste parole:
"Se tu turbi, o fanciulla, il ruscellino
Giù pe’l suo sen non guizzerà più il sole,
Né verrà la colomba mattiniera
A cantarvi d’amore in sua maniera".
Il bianco viso in lagrime bagnato
Levò la giovinetta al bel cantore
"Presto il ciel risorride al rio schiarato
Ma più non risorride entro il mio core.
Quando un garzon tu mi vedesti a lato,
Dirgli dovei: Deh, se tu intendi amore,
Deh non turbar de la fanciulla l’alma
Che non rischiara più né torna in calma".

Il ruscello
Traduzione in italiano di Costantino Arlia (in “Rose e viole”, Torino, Favale & C, 1865, pp.5-6)

Sovra la sponda di un ruscellino
una fanciulla giace in pensier,
e lo scorrente flutto azzurrino
inconscia sguazza col piè legger.

Ma un augellino quivi la ronda
del vol raccoglie, e si ristà:
"Così sturbata la placida onda
speglio al bel cielo più non sarà"

Piena di pianto l’ampia pupilla
ella gli volge, nel suo dolor:
"Non te ne dolga; presto tranquilla
tornerà l’onda col suo chiaror.

Ma perché quando un dì vedesti
un giovincello presso a me star
augel pietoso, non gli dicesti:
- A questa il core, deh! Non turbar?

Non turbar l’alma della fanciulla,
deh! Non tentare la sua virtù;
poiché lo speglio del cor s’annulla,
ed appannato non schiara più!."

Il ruscello
traduzione in italiano di Giovanni Loria (in “Nuovi fiori stranieri”, Versioni libere, Feltre, Boschiero 1907, pp. 138-39)

Del ruscelletto su la verde sponda
La fanciulla sedea coi piè ne l’onda.
Un augellin su l’ali sue librato,
cantando le dicea: "Bada o fanciulla,
se tu mi turbi di quest’onde il velo,
vedrai che più non vi si specchia il cielo."

A l’augellino, lacrimando, alzava
gli sguardi la fanciulla e tal parlava:
"Non accorarti, no, non accorarti,
se l’onda del ruscel turbar mi vedi;
essa fra poco, d’ogni cosa ignara,
ritornerà qual pria limpida e chiara.

Ma ben dovevi, allor che m’hai veduta
A fianco d’un garzone un dì seduta,
ben dovevi tu allora in altri accenti
uscire: A la fanciulla oh! Non si turbi
de l’anima il candor! No’l rivedrai
mai più le stelle rispecchiar, no, mai."

Le ruisseau
Traduzione in francese di Xavier Marmier (in “Poésies d’un voyageur. 1834-1874”, Paris, Raçon et Cie, 1874, pp.37-38).

La jeune fille va sons l’ombreuse charmille
Baigner ses pieds dans le ruisseau.
L’alouette en son vol lui dit: "O jeune fille,
Prends garde de troubler cette eau!

On ne pourrait plus voir en sa clarté limpide
Briller le ciel d’azur et d’or."
La jeune fille écoute, et d’un regard timide
Suivant l’oiseau dans son essor,

Elle répond, avec une tristesse amére:
"Ne t’inquiète pas de cette eau ;
Un souffle de la brise, un rayon de lumière,
Lui rendront un éclat nouveau.

Mais le jour où tu vis un homme au doux sourire
M’exprimer ici son ardeur,
C’est à lui, c’est è lui, qu’il aurait fallu dire:
- Ne trouble pas ce jeunne cœur.

Car lorsqu’un faux amour, dans une âme innocente.
A jeté son poison cruel,
La pauvre âme jamais, hélas !, en sa tourmente,
Ne reflète l’azur du ciel."

Älä sekoita tytön sielua
traduzione in finlandese riportata da Erkki Pullinen (2010)
(http://www.recmusic.org/lieder/get_text.html?TextId=57616)

Tyttö istui puron reunalla,
pesi siinä jalkojaan.
Lintu lauloi puussa:
"Älä tyttö sekoita puroa,
taivas ei enää näy siinä!"
Tyttö katsoi ylös,
sanoi kyynelsilmin:
"Älä sinä kanna huolta purosta,
kyllä se selkiää pian taas.
Kun näit kerran minut tässä
nuoren miehen kanssa,
olisit silloin sanonut hänelle:
- Älä sekoita tytön sielua;
se ei selkiinny koskaan,
se ei enää koskaan heijasta taivasta."

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