giovedì 30 dicembre 2010

Mattina d’inverno - Solveig vom Schoultz (Finlandia, 1907-1996)

Come scrittrice di liriche, novelle e commedie, Solveig vom Schoultz è annoverata fra i più importanti autori in lingua svedese. In poesia, considerata dall’autrice come la sua “lingua madre”, ella ama toccare con accenni, allusioni, contrasti e sfumature importanti temi quali l’avanzare dell’età o la condizione della donna. Solveig vom Schoultz è una delle figure primarie nella fase dello sviluppo del modernismo nella poesia svedese. Nata Solveig Segerstråle in Finlandia (a Borgå), è stata sposata in secondo matrimonio con il compositore finnosvedese Erik Bergman. In “Mattino d’inverno” l’autrice sembra proprio descrivere Bergman (all’epoca 85enne, ma ancora attivo compositore).

“Mattina d’inverno” dalla raccolta “Ombra di nuvola” (1996)
traduzione in italiano di Piero Pollesello

Così è una mattina
così potrebbero essere mille mattine:
un piccolo uomo grigio
pieno di pensieri
beve il suo tè in pantofole,
ascolta la radio -
o si dimentica di ascoltare,
va nel suo studiolo,
spegne tutte le preoccupazioni del mondo,
spegne tutto quel che si può spegnere,
sta alla finestra,
ascolta la neve lì fuori,
gli abeti oltre il ruscello,
oppure l’ombra del tamburo dello sciamano
lì sul muro, magica.


“Vintermorron” från diktsamling “Molnskuggan” (1996)
originale in svedese di Solveig vom Schoultz

Så är en morron
så skulle tusen mornar få vara
lite grå man
full av funderingar
dricker sitt te i tofflor
lyssnar till radion
eller glömmer att lyssna
går till sin arbetsvrå
stänger av världens bekymmer
stänger av allt som kan stängas
står vid sitt fönster
lyssnar till snön därute
granarna bortom bäcken
eller till trolltrummans
magiska skugga på väggen.