sabato 16 aprile 2011

Il sabato sera - August Strindberg (Svezia, 1849-1912)

Johan August Strindberg (Stoccolma, 22 gennaio 1849 – 14 maggio 1912) fu uno scrittore e drammaturgo svedese. La sua vasta produzione ricopre in pratica tutti i generi letterari ed è raccolta in circa cinquanta volumi (cui se ne aggiungono oltre venti di corrispondenze). Per la rilevanza dei suoi scritti il nome di Strindberg affianca al norvegese Henrik Ibsen all'apice della tradizione letteraria scandinava ed è annoverato tra i massimi artisti letterati del mondo. La vita di Strindberg fu tumultuosa, tessuta di esperienze complesse e scelte radicali e contraddittorie, a tratti rivolta contemporaneamente a molteplici discipline non direttamente attinenti alla figura ufficialmente letteraria dell'autore: scultura, pittura e fotografia, chimica, alchimia, teosofia. Sintomi di una rottura intima del proprio animo con la dimensione convenzionale del tempo e del vivere, elementi dunque reciprocamente contaminati nell'atto creativo e fondamentali per la sua interpretazione. Per una biografia e bibliografia in italiano vedi http://it.wikipedia.org/wiki/August_Strindberg . La lirica “Il sabato sera” può venir compresa in tutte le sue risonanze da chi ha vissuto l’esperienza di una sera di giugno in una villa sul mar Baltico. Il poeta descrive un’atmosfera magica di cui la casa, il giardino, gli abitanti, le piante, gli oggetti, il cielo ed il mare sono unitamente perfusi, al cala della sera.


Il sabato sera, dalla raccolta ”Poesie in versi e in prosa” (Bonnier editore, Stoccolma, 1887)
traduzione in italiano di Piero Pollesello


Il vento tace, la baia è uno specchio,
il mulino ad acqua si è assopito, la vela è calata.
I buoi son lasciati al pascolo,
tutto si prepara per il giorno di riposo.

Uno stormo di beccacce vola sul bosco
mentre il bracciante suona la fisa presso al magazzino,
si scopa la veranda, si rastrella il cortile,
si bagnano i giardini, ammirando i lillá.

Nelle aiuole, le bambole dei bimbi
sotto le corolle di tulipani multicolori,
la palla è rotolata via sull’erba al buio della sera,
la trombetta è affondata nell’acqua del barile.

Le verdi persiane sono già chiuse,
i cancelli serrati, le porte sprangate,
la signora va ella stessa a spegnere l’ultima luce,
fra poco tutti in casa dormiranno.

La dolce notte di giugno si assopisce piano,
le vecchie pale del mulino a vento son ferme,
ma sulla riva si sente ancora il rumore del mare:
come un eco lontano delle passate tempeste.


Lördagskväll, från samling ”Dikter på vers och prosa”, (Bonnier, Stockholm 1883)
originale in svedese di August Strindberg


Vinden vilar, viken ligger som en spegel,
kvarnen somnar, seglarn tar ner segel.
Oxarna bli släppta ut i gröna hagen,
allting rustar sig till vilodagen.

Morkullsträcket drager över skogen,
drängen spelar dragklaver vid logen,
förstukvisten sopas, gården krattas,
trädgårdssängar vattnas och syrener skattas.

På rabatten ligga barnens dockor
under brokiga tulpaners klockor.
Bolln i gräset lagt sig i skym unnan,
och trumpeten drunknat uti vattentunnan.

Gröna luckor äro redan slutna,
låsen stängda, reglar skjutna,
frun går själv och släcker sista ljuset,
snart i drömmar sover hela huset.

Ljumma juninatten slumrar stilla,
still står gårdens nötta vädervilla,
men i stranden ännu havet gormar;
det är bara dyningar från veckans stormar.

1 commento:

clorinda ha detto...
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