giovedì 23 agosto 2012

Ringrazierai i tuoi dei - Karin Boye (Svezia, 1900-1941)

per una breve nota biografica e bibliografica dell’autrice vedi http://it.wikipedia.org/wiki/Karin_Boye
Karin Maria Boye, scrittrice e poetessa svedese, nacque il 26 ottobre 1900 a Göteborg e morì (probabilmente suicida) nell’aprile 1941. Nel 1909 si trasferì con la famiglia a Stoccolma e dal 1921 al 1926 studiò presso l'università di Uppsala, entrando a far parte dell' organizzazione socialista Clarté. Nel 1931 la Boye, insieme a Erik Mesterton e Josef Riwkin, fondò la rivista di poesia Spektrum, presentando T.S. Eliot e i Surrealisti al pubblico svedese. Assieme al critico Erik Mesterton tradusse "The Waste Land" di Eliot. Fu la principale traduttrice di T. S. Eliot in svedese. Conosciuta principalmente come poetessa, scrisse anche diversi saggi e cinque romanzi. Debuttò nel 1922 con la raccolta di poesie Moln ("Nuvole"). La sua opera più nota internazionalmente è il romanzo Kallocaina, una distopia basata sulle sue impressioni di viaggio in Germania e URSS, pubblicato nel 1940. Il romanzo è il ritratto di una società sullo stile di quella descritta otto anni dopo da Orwell nel suo “1984”. La poesia “Du ska tacka” è stata pubblicata nella raccolta ”Gömda land”nel 1924.

Ringrazierai i tuoi dei
(traduzione di Piero Pollesello)

Ringrazierai i tuoi dei
se ti costringeranno ad andare
ove tu non possa essere guidato
da impronte lasciate da altri.

Ringrazierai i tuoi dei
se ti faranno oggetto di ogni vergogna.
Non potrai che cercare rifugio
un po’ più dentro di te.

Chi è condannato dal mondo intero
a volte se la cava bene.
Molti di quanti hanno guadagnato la loro anima
sono stati dei reietti.

Chi viene abbandonato in una foresta selvaggia
vede tutto con gli occhi nuovi,
e gusta grato
il pane ed il sale della vita.

Ringrazierai i tuoi dei
quando romperanno il tuo guscio.
La realtà del tuo nocciolo
sarà la tua unica scelta.

Du ska tacka
(originale in svedese di Karin Boye)

Du ska tacka dina gudar,
om de tvingar dig att gå
där du inga fotspår
har att lita på.

Du ska tacka dina gudar,
som de gör all skam till din.
Du får söka tillflykt
lite längre in.

Det som hela världen dömer
reder sig ibland rätt väl.
Fågelfri var mången,
vann sin egen själ.

Den som tvingas ut i vildskog
ser med nyfödd syn på allt,
och han smakar tacksam
livets bröd och salt.

Du ska tacka dina gudar,
när de bryter bort ditt skal.
Verklighet och kärna
blir ditt enda val.

You shall thank your gods
(Translated into English by David McDuff in "Karin Boye: Complete poems")

You shall thank your gods,
if they force you to go
where you have no footprints
to trust to.

You shall thank your gods,
if all shame on you they pin.
You must seek refuge
a little further in.

What the whole world condemns
sometimes manages quite well.
Outlaws were many
who gained their own soul.

He who is forced to wild wood
looks on all with new sight,
and he tastes with gratitude
life's bread and salt.

You shall thank your gods,
when your shell they break.
Reality and kernel
the sole choice you can make.